Jacopo Ferri a Bigazzi: “Non dica fandonie e si dimetta se non è in grado di fare il suo lavoro”

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Ci risiamo. I “vertici” della sanità locale nel rispondere a chi solleva problemi concreti ed oggettivi scelgono di mistificare l’evidenza e di nascondere le proprie responsabilità, avendo addirittura il coraggio di scaricare queste ultime su territorio, cittadini ed operatori; cioè proprio su coloro che sono le vittime delle loro folli scelte di impoverimento delle strutture e dei servizi sanitari periferici.
Così, che a parlare sia stata De Lauretis o sia la coppia del momento Biselli & Bigazzi la solfa per noi è sempre la stessa: silenzi, scuse, tagli!
In attesa che questi signori trovino a loro volta la via della pensione, oppure che arrivi il 2020 sperando in nuovo corso che possa sostituirli, devono però evitare, almeno, di prendere in giro tutti noi.
Le carenze di personale nel reparto di medicina dell’Ospedale Pontremoli (e non solo in quello) hanno infatti una precisa storia contrassegnata da numerosi, chiarissimi, episodi che da tempo, ed ancor più oggi, evidenziano la volontà dell’Azienda di non intervenire o, peggio, di intervenire per indebolire gli assetti e quindi, alla lunga e nonostante lo stoico impegno degli addetti presenti, indebolire la resa o l’entità del servizio.
Senza andare troppo indietro negli anni e senza scomodare le persone interessate dai fatti basterà ricordare alcune strane vicende che hanno riguardato tale reparto a Pontremoli: trasferimenti lampo in sfregio a qualunque norma amministrativa; rinunce a contratti a tempo indeterminato per accettare altrove ruoli a tempo determinato (poi ovviamente trasformati); ruoli a tempo indeterminato proposti altrove e non a Pontremoli; singolari (se non scientifiche) dichiarazioni di inidoneità negli ultimi concorsi relative a concorrenti lunigianesi o a concorrenti ben pronti a lavorare in Lunigiana; mancate espunzioni dalle graduatorie di rinunciatari al ruolo; negazioni di contratti libero professionali chiesti a Pontremoli e magari concessi a Massa; negazione di contratti a giovani ben lieti di avviare in loco la propria attività.
A ciò si aggiungano gli interrogativi sul perché non si possa fare anche per Medicina a Pontremoli quanto proficuamente in atto per Ortopedia e Rianimazione dove, per tamponare carenze d’organico, è in atto una serena rotazione con i medici di Massa; oppure sul perché non si possa fare come a Pontedera, dove per dare sollievo a situazioni emergenziali sono stati inviati pro tempore medici sempre da Massa.
Infine, giusto per dare un assaggio su tutto il resto, Bigazzi spieghi di chi è colpa:
-se a Pontremoli non sono garantiti gli standard assistenziali neppure per gli infermieri, i quali di notte e di domenica si trovano in medicina ed in chirurgia ad assistere 24 pazienti con 2 sole unità di personale, mente dovrebbero essere 3!
-se di notte nel caso di un decesso 1 infermiere ed un OSS devono lasciare il reparto lasciando in una condizione di totale illegalità il solo infermiere che rimane!
-se c’è 1 solo OSS per trasportare i pazienti di notte e non 2 come previsto dalle norme vigenti!
Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Bigazzi quindi dovrebbe vergognarsi quando parla di “fughe” o di “mancate accettazioni” o di “meta non desiderata”. La verità è che lui, come altri suoi colleghi o capi, sono pagati molto bene da ciascuno di noi per far funzionare gli Ospedali, anche quello di Pontremoli, e che invece l’azienda gestisce il personale operando scientificamente in danno al reparto in questione ed all’Ospedale di Pontremoli in generale, con un’azione che tenta costantemente e subdolamente di delegittimare una struttura che, fortunatamente, è invece, nonostante questo, apprezzata per l’impegno, l’attaccamento, la professionalità e l’umanità dei suoi operatori.
Operatori – anche questo va detto a chiare lettere – che non sono soltanto troppo pochi, ma che, sempre per scelte e ritardi aziendali, sono costretti spesso a lavorare in condizioni difficili. Per rimanere nell’ambito della medicina (ma si potrebbe facilmente spaziare): i monitor che hanno presentato avarie nel 2009 non sono ancora stati sostituiti! Stessa sorte per il ventilatore! L’Holter ECG ha un lettore obsoleto che forse poteva servire qualche decennio fa! L’assenza di specialisti non è più sopportabile ed è molto penalizzante! Ecc. ecc.
Questa è la verità e non è accettabile che Bigazzi provi a far passare l’Ospedale di Pontremoli come luogo sperduto e non gradito, perché così non è; sono semmai le sue incapacità organizzative o la sua strabica gestione che sarebbe bene se ne andassero il più possibile lontani!
Dopo un simile intervento dovrebbe immediatamente dimettersi o essere subito rimosso, ed altrettanto chi è sopra di lui.
Pontremoli 15 novembre 2018
Jacopo Ferri