Un toccante ricordo di Laura Seghettini firmato Valentina Zinzula

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Laura Seghettini, una maestra, una partigiana, innamorata della giustizia. Una donna che ha contribuito a scrivere la storia d’Italia. Un esempio di vita.
Quando mi è stato chiesto di scrivere queste righe, mi sono trovata in difficoltà. L’ho conosciuta sedici anni fa, un tempo veramente breve per poter raccontare di qualcuno così speciale. Ho temuto di non avere abbastanza ricordi di lei. Poi ho pensato che ciò che conta non è quantificare il tempo trascorso insieme, bensì ciò che ho appreso in quei momenti. E ho lasciato parlare il cuore.
Ricordo una donna tenace e testarda, che durante il pranzo della domenica discuteva animatamente difendendo i propri princìpi e idee politiche. Un’affettuosa amica degli animali. Seminava il vicolo di Santa Cristina con scatolette di cibo per i gatti, attirando sia i piccoli felini che le lamentele del vicinato.
La vedo, come fosse ancora lì. Eccola salire il vicolo, con passo lento, leggermente china in avanti a portare il peso della vita. Mani incrociate dietro la schiena. Accanto a lei il suo cane Stella, devota compagna. Le parlava con tono amorevole e lei rispondeva con languidi sguardi. Aveva sempre un sorriso per me, per tutti.
Quando è nato il mio primo figlio, mi disse che sarebbe diventato un artista, come un antenato omonimo. Anche lei amava l’arte. Aveva iniziato in età avanzata ad usare il computer, non voleva che il suo sapere si arenasse su tomi di carta stampata. Il suo spirito ringiovaniva al crescere della conoscenza. Si interessava di tutto e colloquiava di svariati argomenti.
Era piacevole conversare con lei. Stavo volentieri ad ascoltarla mentre mi parlava della guerra. Attraverso le parole ho potuto vivere le sue ferite, capire quanto è stato difficile superare quegli anni. Custodirò la memoria dei suoi ricordi, quelli piacevoli e quelli infelici Fiera di averla conosciuta e immensamente orgogliosa che a lei venga intitolato il vialetto che dal teatro della Rosa conduce al ponte dei Quattro Santi, uno scorcio di Pontremoli a lei caro. E quando mi soffermerò ad ascoltare il gorgogliare de la Magra che costeggia il viale, il mio pensiero volerà a lei, e il ricordo del suo sorriso lascerà schiudere anche il mio in un tenero saluto.
Ciao, Laura.